Il campanile della Basilica-Santuario della S. Casa, di stile barocco è fatto di pietra d’Istria e di mattoni che si innalza nella parte sinistra della facciata della basilica avente un’altezza di 75,60 metri. Esso è opera del famoso architetto e pittore Luigi Vanvitelli (noto per la realizzazione della Reggia di Caserta), i cui lavori vennero realizzati tra il 1750 e il 1755. L’opera del Vanvitelli a Loreto, oltre alla realizzazione del nuovo campanile comprendeva anche il restauro del braccio settentrionale del Palazzo Apostolico.
Il motore del completamento della realizzazione del nuovo campanile e anche del restauro degli edifici fu il bolognese Giovan Battista Stella, governatore di Loreto, il quale già dal novembre del 1749 aveva ottenuto l’assenso del papa Benedetto XIV Lambertini all’esecuzione dei lavori ai palazzi e richiesto da Pietro Bernasconi, collaboratore e direttore dei lavori del Vanvitelli.

Luigi Vanvitelli elaborò subito il suo progetto, per cui la prima pietra fu posta il 3 novembre 1750. Nell’anno 1751 su richiesta del card. Silvio Valenti Gonzaga, Segretario di Stato, venne rielaborato un secondo disegno con delle modifiche ai due ordini superiori.

Il disegno illustrato verrà modificato nell’esecuzione poiché presenta ancora le statue inizialmente previste sulle balaustre del terzo ordine. Luigi Vanvitelli accettò la mutilazione scultorea, però non accettò la richiesta dell’ampliamento della scala a chiocciola interna, nel timore di indebolirne le strutture murarie già svuotate sufficientemente nei sotterranei.

ordine corinzio. (foto F. M.)
Il campanile del Vanvitelli è impostato su una sequenza ben modulata di quattro ordini sovrapposti: ordini tuscanico e ionico (due parallelepipedi a base quadrata al primo e secondo livello fuori terra), ordine corinzio (un prisma ottagonale al terzo livello), ordine composito (un cilindro al quarto livello), ed infine un ultimo prisma a base ottagonale, fornito di balaustre ornate con candelabri, sottoposto alla cuspide finale a bulbo tardo-barocco con sfera dorata e croce terminale.
Il campanile possiede nove campane possiede, che intonano le cosiddette “litanie lauretane”, di cui la campana famosa è quella grande che si trova nella cella campanaria ottagonale (inferiore) denominata “Loreta”, fusa nel 1515 da Bernardino da Rimini avente un diametro di 184 cm e un peso di 73 quintali.

Le magistrali proporzioni vanvitelliane e l’eleganza materica della bicromia fra il perfetto laterizio rodato alla romana e la luminosissima pietra d’Istria, scolpita dal lapicida anconetano Giambattista Albertini, Vanvitelli ne fu pienamente soddisfatto e in una lettera al fratello Urbano, del 15 ottobre del 1751, dichiarava: “Il lavoro del campanile viene a meraviglia, e spero mi farà onore”.
Articolo di Aldo Melillo
- BIBLIOGRAFIA
– Giustino Farnedi, Guida ai santuari d’Italia. Oltre 450 mete turistico-religiose, Piemme, 2006
– Fabio Mariano, Il Campanile della Basilica lauretana dal XV al Vanvitelli, et alia. Celebrazioni Bramantesche per i 500 anni dalla morte di Donato Bramante (Atti del Convegno-Loreto 5-6 Dicembre 2014), in F. Mariano (a cura di C. L. Frommel e F. Mariano), numero monografico di “Castella Marchiae”, n15-16, Istituto italiano dei Castelli, pp. 176-201, Ancona, Il lavoro editoriale, 2016
- SITOGRAFIA
– http://www.santuariditalia.it/marche/il-santuario-di-loreto-%E2%80%93-il-campanile/
– https://it.wikipedia.org/wiki/Campanile_Vanvitelliano
– https://www.50sfumaturediviaggio.com/basilica-santa-casa-di-loreto-cosa-vedere-luoghi-sacri-marche/
