Luigi Vanvitelli e l’apparato dell’Acquedotto Carolino

A oggi dovremmo meravigliarci del modo in cui Luigi Vanvitelli sia stato capace di dominare il panorama illuminista borbonico, alternandosi sapientemente tra il campo artistico e quello architettonico. Lo si deve soprattutto alle sue conoscenze fisico-matematiche che hanno posto le basi per la progettazione della maestosa Reggia di Caserta, emblema della cultura settecentesca. Vanvitelli potremmo considerarlo continuatore della “scienza moderna”, sulla scia di scienziati del calibro di Tycho Brahe, Giovanni Keplero e soprattutto Galileo Galilei, e come “valoroso ingegnere”, poiché nel giro di ben 17 anni (1753-1770) progettò e realizzò l’Acquedotto Carolino, considerato un capolavoro di idrotecnica. La prima difficoltà che dovette affrontare si presentò in fase progettuale e in corso d’opera, come ricostruito dagli studiosi grazie anche alla documentazione conservata nella Biblioteca Palatina di Caserta. Si segnalano due importanti lettere di Vanvitelli, rispettivamente del 1752 e del 1754: la prima riporta che Vanvitelli sia stato a Roma per negoziare alcune statue presso un marmista di Tivoli, mentre la seconda è più tecnica, dal momento che spiega come l’intralcio nella realizzazione dell’acquedotto sia stato da ricollegare alla livellazione dell’acqua.

Immagine tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Caserta
© Miguel Hermoso Cuesta

Difatti il progetto iniziale prevedeva che esso partisse dalle sorgenti di San Martino Valle Caudina, fluendo in un percorso parallelo a quello del fiume Faenza, l’attuale Isclero, nel corso del quale raccoglieva le acque delle sorgenti di Cervinara e del Fizzo, e giungeva nel punto in cui ha origine il Carmignano, ossia un canale idrico che alimenta Napoli. Attraverso una serie di arcate l’acquedotto lo avrebbe scavalcato arrivando al monte Garzano, da cui avrebbe avuto inizio un percorso che porta direttamente all’imminente parco della Reggia. Ciò che vediamo oggi invece è frutto (lungo 38 km) del non-impiego delle sorgenti sopraindicate, che parte da un primo tratto alluvionale per poi giungere al fiume Isclero. Uscendo fuori terra, valica il corso d’acqua sul ponte Carlo III a quattro luci. Attraversa per 2 km il monte Prato raccogliendo una sorgente e cominciando subito dopo un percorso con terreni argillosi e tufacei coincidente con una galleria collocata all’interno del monte Ciesco. Dopo essere uscito dal vallone dell’Isclero, segue sempre attraverso un condotto sotterraneo il territorio di Sant’Agata de’ Goti e le pendici dei monti circostanti. L’acquedotto supera con un ponte di 18 m il torrente Maiorano presso Durazzano per arrivare al torrente Cascione che, una volta valicato con un altro ponte, attraversa il monte Longano ed arriva al cosiddetto Ponte della Valle che coincide con un percorso che porta dritto alle cascate del parco della Reggia ad una quota di 203,50 m. Attualmente la portata d’acqua oscilla, secondo le condizioni metereologiche, tra i 700 e i 200 l/s.

Luigi Vanvitelli, L’Acquedotto Carolino, 1756, cartoncino/inchiostro a penna/inchiostratura, 600×900 mm, Caserta, Reggia, Museo della Reggia di Caserta  

Vanvitelli riscontrò diversi ostacoli anche nella realizzazione del parco della Reggia, cui si concretizzerà solo molto tempo dopo grazie a suo figlio Carlo e il suo assistente di fiducia Martino Biancour. Nonostante ciò, lo vediamo composto come un tipico giardino all’italiana, cioè un’ortogonalità mista a Rinascimento e Barocco e divisa in tre parti: la prima è perlopiù longitudinale in favore di incroci di strade ed alberi che terminano con la nota “fontana Margherita”, di gusto tipicamente francese a giudicare dalla sua composizione commista; la seconda è più profonda in favore della cosiddetta “via d’acqua” che alterna fontane a vasche accomunate tutte da temi rigorosamente mitologici, terminante poi con la “fontana di Diana ed Atteone” d’ispirazione all’opera di Ovidio “Le metamorfosi”; infine la terza ed ultima è semplicemente costituita da cascate.

Giacinto Diano, Luigi Vanvitelli (1765); olio su tela, Reggia di Caserta

Articolo di Gaia Genovese, Saverio Campisi

Bibliografia

  • L. Vanvitelli Jr., Vita di Luigi Vanvitelli, a cura di Mario Rotili, Napoli 1975

Sitografia

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Caserta