LUIGI VANVITELLI E IL DISEGNO DI SCENOGRAFIA

Bisogna premettere che le attività di Vanvitelli su questo tema non hanno destato le attenzioni dei suoi contemporanei e questi lavori sono relegati per lo più alla sua fase giovanile, mentre nell’età più matura oltre ad elaborare progetti a livello architettonico, nell’ambito teatrale era solito commissionare ad altri le realizzazioni delle scene.

Egli era figlio di Gaspar Van Wittel, ossia un pittore che oggi è considerato il rappresentante della tendenza figurativa del vedutismo, il quale presupponeva lunghi studi preparatori tramite disegni spesso abbozzati o anche ricchi di dettagli. Probabile che il padre abbia avuto un ruolo primario nella prima formazione del figlio, tanto che secondo Luigi Vanvitelli Jr., il nonno disegnava dal vero già a 6 anni.

Oltre a questa formazione, è importante il contributo di Filippo Juvarra, famoso architetto messinese. I due si incontrarono a Roma forse nel 1717, in questo contesto possiamo inserire i bozzetti conservati nella Reggia di Caserta: questi sono stati catalogati da Jorg Garms, e ci permettono di effettuare un’analisi formale: tra i primi rinvenimenti c’è un sotterraneo di ambientazione gotica per la Statira, di Tommaso Albinoni, egli qui sembra copiare un lavoro del bolognese Domenico Maria Vellani, da cui prende spunto anche per gli schizzi delle scenografie del “Tito Manlio”, e la prova è “fornita dal n.10 in cui il centro della scena è dominato da un gruppo statuario: Plauto e Proserpina, proprio come è richiesto dal libretto.” (Garms). Di conseguenza è stato ipotizzato un rapporto professionale tra Vanvitelli e Vellani: forse il giovane architetto lavorava come collaboratore dello scenografo e quindi può aver inserito nel suo bagaglio artistico modelli emiliani.

Figura 1. Luigi Vanvitelli, Scenografia per la Statira, disegno su carta ad inchiostro a penna/acquarellata, 1730-1740, 217×276 mm, Catalogo dei Beni Culturali, n.inv.1702, Museo della Reggia di Caserta.
Figura 2 Luigi Vanvitelli, Scena del Tito Manlio, disegno su carta ad inchiostro/acquerellata, 1726-1728, 191×266 mm, Catalogo dei Beni Culturali, n.inv.1682, Museo della Reggia di Caserta.

Ancora, una bozza per “Appartamenti”, destinato al Tito Manlio, fa pensare ad una ripresa degli stilemi di Juvarra nel motivo delle volte traforate; notiamo altre similarità tra il disegno di una scenografia con atrio a colonne, delimitante un cortile, con sostegni costituiti da quattro colonne, gradini tra i basamenti e volta a botte, che ricorda una scenografia dello Juvarra per il Teatro Ottoboni e lo stesso vale per un altro schizzo nel verso del foglio, con un atrio con profonda prospettiva centrale; qui il linguaggio formale “corrisponde all’incirca a quello di Juvarra, senza un particolare accento personale” (Garms). Infine, vediamo degli “schizzi di scenografici e vari”, tra cui figura un ordine con architrave ed arco che fa sentire l’influenza del messinese.

Figura 3. Luigi Vanvitelli, Scenografia, disegno su carta ad inchiostro/acquarellata, 1726-1728, 240×194 mm, Catalogo dei Beni Culturali, n.inv.1666, Museo della Reggia di Caserta.
Figura 4. Luigi Vanvitelli, Scenografia/atrio e scala in prospettiva, disegno su carta ad inchiostro a penna/matita, 1720-1725, 276×419 mm, Catalogo dei Beni Culturali, n.inv.1662, Museo della Reggia di Caserta.
Figura 5. Luigi Vanvitelli, Schizzi scenografici e varii/Conteggi, disegno su carta ad inchiostro a penna/sanguigna, 1720-1725, 276×419 mm, Catalogo dei Beni Culturali, n.inv.1662, Museo della Reggia di Caserta.

C’è una linea di continuità nelle soluzioni adottate durante la carriera più tarda, ad esempio numerosi schizzi di colonne tortili sono ripresi nel progetto per la facciata del Duomo di Milano, della colonna cariatide usata nel teatro provvisorio a Palazzo Perrelli (1972) oppure le aperture ellittiche dell’Atrio per il Tito Manlio saranno proposte in opere mature come la Loggia di Brescia o il coro della Cappella palatina della Reggia di Caserta.

 L’attività disegnativa di Luigi risentirà dalle maggiori commissioni architettoniche, perfezionando il proprio stile e trovando un’indipendenza dagli schemi compositivi a lui precedenti, ponendosi come un unicum nel panorama artistico del tempo.

Articolo di Danilo Stanco

BIBLIOGRAFIA:

-Ciapparelli Pier Luigi, I disegni di scenografia di Luigi Vanvitelli, in, Zannoni F., a cura di, Il far musica, la scenografia, le feste: scritti sull’iconografia musicale, Roma, Nuova Argos, 2002.
-Diana Antonella, Gaspar Van Wittel e Luigi Vanvitelli: il disegno e gli esordi, Caserta: Pubblicazioni della Reggia di Caserta, 2022.
-Di Lorenzo Pietro, Una lettera ed un disegno inediti di Luigi Vanvitelli, in Rivista di Terra di Lavoro, Anno VIII, n.1-2, Caserta, Archivio di Stato di Caserta, 2013, pp. 1-12.
-Ferrero Viale, Filippo Juvarra scenografo e architetto teatrale, Torino, Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, 1970.
-Garms Jorg, Soprintendenza delle Gallerie della Campania, Disegni di Luigi Vanvitelli nelle collezioni pubbliche di Napoli e Caserta, Napoli, Agea, 1974.
-Milizia Francesco, Memorie degli architetti antichi e moderni, A spese Remondini di Venezia, Bassano, 1785.
-Riccio Carlo Minieri, recensione a Salazaro Demetrio, Poche parole dette sul sepolcro di Vanvitelli, Caserta, 1879, “Archivio Storico per le province Napoletane”, V, 1 (1880).
-Strazzullo Franco, Le lettere di Luigi Vanvitelli della biblioteca palatina di Caserta, Congedo Editore, Galatina, 1977.
-Vanvitelli Luigi, Dichiarazione dei disegni del Reale Palazzo di Caserta, Napoli, Regia Stamperia, 1756.
-Vanvitelli Luigi Jr., Rotili M. (a cura di), La vita di Luigi Vanvitelli, Napoli, Società editrice Napoletana, 1975.

SITOGRAFIA:
-Manfredi Tommaso, Juvarra Filippo, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. n. 62, 2004, (https://www.treccani.it/enciclopedia/filippo-juvarra_%28Dizionario-Biografico%29/, consultato il 08/10/2023)
-Manfredi Tommaso, Vanvitelli Luigi, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. n. 98, 2020, (https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-vanvitelli_%28Dizionario-Biografico%29/, consultato il 09/10/2023)
-https://catalogo.beniculturali.it/ (consultato il 10/10/2023)
-Fondazione Zeri (unibo.it) (consultato il 10/10/2023)